Simone Tiribocchi non usa mezzi termini. Ospite a Casa Serie A, programma prodotto da Casa Napoli Network, l’ex attaccante ha analizzato senza filtri il caso Calulu-Bastoni, le dinamiche arbitrali, le pressioni mediatiche e il peso sempre più determinante delle decisioni sui destini delle squadre.
Sul discusso episodio di Inter-Juventus, Tiribocchi è stato diretto:
“No, no, no. Quello che fa Bastoni è fatto apposta.”
Una posizione netta, motivata con un’analisi tecnica dell’azione:
“Perché Bastoni ruba palla a un difensore, quindi ha davanti 50 metri di campo per andare a far gol o comunque creare una situazione pericolosa a favore della propria squadra. Quindi lui parte già con quell’idea, perché il piede lo trascina già da prima.”
Secondo l’ex attaccante, l’intenzione era chiara:
“Sa che arriva un centimetro prima di Kalulu e va a provare a prendere la seconda ammonizione. Non ha altro nella testa, sennò uno prova a rimanere in piedi, pensa ad andare dritto.”
Anche l’esultanza successiva, finita al centro delle polemiche, viene letta come conseguenza del contesto attuale:
“L’esultanza dopo è figlia di questo mondo di adesso, delle pressioni che questi calciatori hanno.”
Tiribocchi allarga il discorso al sistema calcio e alle dinamiche mediatiche:
“Siamo noi che li portiamo all’esasperazione, non è bello. Ma è figlia di questo mondo.”
Il tema si sposta poi sulla gestione arbitrale e sull’aumento delle simulazioni:
“Se adesso tu per un minimo contatto così fischi, è normale che ci provi sempre di più, è normale che ci sia sempre più simulazione.”
Un cambio culturale rispetto al passato:
“Anni fa, per proteggere la palla, un arbitro non fischiava mai una protezione della palla.”
E ancora:
“Se tu fischi tutto diventa complicato, quindi loro ci hanno portato, nel senso dei calciatori, a fare un certo tipo di percorso, perché prima non c’era.”
Sull’aspetto disciplinare e sulla gestione dei cartellini, Tiribocchi insiste sull’importanza di prendersi qualche secondo in più:
“Il fuorigioco adesso lo fischiano dopo 10 secondi. Aspetta a tirare fuori quel cartellino. Aspetta un attimo.”
E porta un esempio personale:
“Se tu al quarantesimo mi butti fuori uno, la partita è già finita.”
L’attenzione si sposta poi sul peso crescente degli arbitri nel calcio moderno:
“Oggi l’arbitro è determinante, veramente ai fini della classifica, di un futuro, anche di un futuro della società.”
Un concetto forte, che lega le decisioni arbitrali agli equilibri economici:
“Napoli, Roma e Juventus, se non vanno in Champions, faranno un altro tipo di mercato e saranno condizionanti. Puoi perdere sponsor, puoi perdere tifosi, e va a cambiare proprio la prospettiva di una società.”
Ampio spazio anche al mercato del Napoli e al nuovo acquisto offensivo, Alisson Santos
“Un acquisto che, in quel momento, serviva, secondo me, non è Neres.”
E sulle caratteristiche del giocatore:
“Per quello che ci ha fatto vedere è un giocatore che, secondo me, a partita in corso può fare la differenza, che è pronto da subito.”
Tiribocchi sottolinea la personalità mostrata:
“È un ragazzo di grande personalità.”
Analizzando invece la Roma, evidenzia le scelte tecniche:
“È evidente che i giovani della Roma invece non sono in grado e quindi è andato a fare dei cambi, secondo me Gasperini, sbagliati nel momento sbagliato.”
E sul centravanti giallorosso:
“Malen fa dei movimenti negli ultimi 20 metri impressionanti, impressionanti, li fa con la forza, con i tempi giusti.”
Infine, uno sguardo agli allenatori emergenti:
“Palladino su questo è molto più morbido, molto più umano, ha un carisma importante.”
E una riflessione personale sulle sue caratteristiche da attaccante:
“Avevo bisogno di spazio.”

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