Bonfrisco a Casa Serie A: “Il doppio giallo va rivisto. La simulazione deve entrare nella review VAR”
Ospite di Casa Serie A, programma prodotto da Casa Napoli Network e condotto da Max Viggiani, Angelo Bonfrisco ha analizzato con grande lucidità il caso Calulu-Bastoni e più in generale la gestione arbitrale in Serie A. L’ex arbitro ha offerto una lettura tecnica e sistemica, andando oltre il singolo episodio.
“Il doppio giallo deve essere oggetto di revisione”
Bonfrisco parte dal nodo regolamentare legato al VAR:
“Scavalcare un ostacolo che ha creato problemi, partiamo dal concetto regolamentare che riguarda il VAR: è già qualche anno che diciamo che la doppia ammonizione che porta comunque un’espulsione avrebbe dovuto essere oggetto di revisione del VAR perché? Perché un’espulsione può pregiudicare il cammino di una partita perché giochi 10 contro 11. E allora abbiamo detto perché l’espulsione diretta sì e il doppio giallo no?”
Un tema discusso da tempo:
“La prossima riunione che ci sarà il 28 febbraio, ahimè con qualche anno di ritardo, sarà oggetto di modifica. Credo che dal Mondiale sarà messa in onda questa verifica della seconda ammonizione.”
Con una precisazione tecnica:
“Attenzione, la seconda ammonizione è quando viene data e porta all’espulsione, non quando c’è la seconda ammonizione che porterebbe all’espulsione. Poi questo è discutibile perché io dico paradossalmente sarebbe bene farla completa la modifica.”
Il caso Bastoni: “L’errore c’è”
Entrando nel merito dell’episodio di Inter-Juve:
“Il tuffo del giocatore dell’Inter è perfetto, perché lì sembra un chiaro sgambetto e dal campo hai la sensazione del giallo.”
E ancora:
“Dal punto di vista visivo a velocità normale hai l’impressione che lui lo prenda, che ci sia un contatto basso, che ci sia il classico sgambetto. Poi è un’illusione ottica, dovuta al tuffo del giocatore. Però questo è certificato, l’errore c’è.”
Secondo Bonfrisco, è mancata gestione:
“Ma prenditi 4-5 secondi, cavolo, perché è una decisione importante. Sai già che il giocatore è ammonito, stai facendo un’espulsione. Aspetta.”
Simulazione: “Serve la certezza della pena”
L’ex arbitro allarga il discorso alla cultura della simulazione:
“Le ammonizioni per simulazione sono diventate rare.”
La proposta è chiara:
“Abbiamo il VAR, inseriamo la simulazione nella review del VAR. Vuol dire che tu hai la garanzia della pena.”
E ribadisce:
“Se tu sei certo che vieni beccato, se non dal campo, dal VAR, io penso che ci pensi due volte prima di lasciarti andare.”
Senza puntare il dito sul singolo:
“Non punto mai il dito sul singolo, perché il problema è generale. Se vogliamo alzare il livello del calcio, bisogna cambiare questo punto.”
Pressione e responsabilità
Bonfrisco ha poi sottolineato quanto sia complesso oggi il ruolo dell’arbitro:
“L’arbitro fa in Serie A una percorrenza dagli 11 ai 13 chilometri.”
E ancora:
“Gli hanno dato la bomboletta per la distanza e l’orologio per il gol non gol. Poi deve fare l’annuncio al centrocampo, c’è il microfono, due o tre che gli parlano intanto che corre. Sei un computer e in più devi vedere i falli.”
Sulle minacce ricevute dagli arbitri dopo episodi controversi:
“Cosa inconcepibile. Minacce, follia pura.”
Giustizia sportiva e riforma
Sul piano disciplinare, Bonfrisco è stato netto:
“Il paradosso sapete qual è? Che l’unico che uscirà impunito da questa storia è Bastoni.”
E ha chiarito:
“Non può fare nulla.”
Infine, una riflessione strutturale sull’organizzazione arbitrale:
“Essendo determinante questo ruolo, non può esserci Rocchi e poi l’arbitro, ci dovrebbe essere uno staff, una direzione tecnica. Basta guardare la squadra di calcio. La squadra di calcio ha una struttura e gli arbitri dovrebbero avere una struttura simile.”

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