Gianni Di Biase a Casa Serie A: “Protocollo da rivedere, pene certe per le simulazioni. Inter favorita ma campionato aperto”
Gianni Di Biase è intervenuto in collegamento durante l’ultima puntata di Casa Serie A, analizzando i temi più caldi del weekend calcistico. Dall’episodio discusso di Inter-Juventus fino alla corsa scudetto, passando per il regolamento VAR, i falli di mano e il tema giovani, l’ex tecnico ha offerto una lettura lucida e senza filtri.
Il punto di partenza è inevitabilmente il caso Calulu-Bastoni, episodio che ha inciso in maniera determinante sull’andamento della gara.
“Un grosso abbaglio, ma il protocollo va rivisto”
Di Biase non ha nascosto l’errore arbitrale, pur invitando all’equilibrio:
“Ieri l’arbitro si è incorso in un gran problema. Un grosso abbaglio. Capita.”
Secondo l’ex allenatore, però, il problema non si esaurisce nell’episodio singolo. Il vero nodo è regolamentare:
“Il protocollo deve essere rivisto. Io credo che dopo un girone d’andata si possa rivedere un protocollo anche in ambito europeo. Quando ti rendi conto che una situazione è ormai fuori controllo, a quel punto lì intervieni.”
Un riferimento chiaro alla questione del secondo cartellino giallo non revisionabile al VAR, tema che continua a dividere addetti ai lavori e tifosi.
Simulazioni: “Servono pene certe”
Di Biase è stato particolarmente deciso sul tema delle simulazioni, fenomeno che secondo lui va affrontato con fermezza:
“Se si danno delle pene certe per la simulazione, hai fatto una simulazione? Prendi non solo un’ammonizione, ma un’ammonizione con diffida. Io credo che uno ci pensa due o tre volte a buttarsi per terra.”
Un messaggio diretto: la certezza della sanzione può cambiare i comportamenti. L’ex tecnico ritiene che il calcio moderno, esasperato da pressioni mediatiche e risultati, abbia progressivamente normalizzato atteggiamenti che andrebbero invece contrastati con maggiore decisione.
Fallo di mano e rigori: “Si cambiano le partite per nulla”
Altro punto centrale dell’intervento riguarda l’interpretazione dei falli di mano in area.
“Un fallo di mano involontario deve essere ancora valutato come fallo di mano involontario, se è involontario. Voluto è calcio di rigore.”
Di Biase ha criticato l’automatismo che spesso porta alla concessione del penalty:
“Queste cose cambiano le partite per un fallo di mano dove uno davanti a te di testa tocca la palla. Tu purtroppo hai anche due braccia, e non le lasci nello spogliatoio.”
Secondo l’allenatore, l’applicazione rigida della norma rischia di snaturare il gioco, incidendo in modo eccessivo su episodi non realmente decisivi.
Inter favorita, ma la corsa resta aperta
Guardando alla classifica, Di Biase vede l’Inter avanti nella corsa scudetto:
“L’Inter, al di là di questa partita, fosse la squadra per me candidata a vincere il campionato.”
Tuttavia, non considera il discorso chiuso:
“Un episodio di superiorità numerica ti dà una grande mano. Giochi praticamente mezza partita con un uomo in più.”
Riguardo alla Juventus, ha sottolineato come la squadra abbia comunque mostrato segnali incoraggianti:
“La Juventus stava giocando un buon calcio, anche in dieci non ha sfigurato.”
Un campionato ancora lungo, dove episodi e continuità faranno la differenza.

Napoli-Roma e il nodo infortuni
Sulla sfida tra Napoli e Roma, Di Biase ha parlato di gara equilibrata e intensa:
“È stata una bella partita, giocata bene secondo me da entrambe le squadre.”
Ma ha evidenziato un aspetto che può incidere sulle ambizioni stagionali del Napoli:
“Troppi infortuni che ha avuto, tra traumatici e muscolari. Non sono cosa irrilevante. Lì probabilmente c’è da farci sopra qualche ragionamento.”
La gestione fisica diventa decisiva in una stagione densa di impegni.
Giovani italiani: “Grande anomalia del nostro calcio”
Uno dei passaggi più significativi riguarda l’utilizzo dei giovani talenti. Di Biase ha sottolineato una criticità strutturale del sistema italiano:
“Questa è una grande anomalia, è un grande problema che abbiamo noi in Italia.”
E ancora:
“Non credo che si faccia talmente tanta fatica a mettere in campo dei giocatori che hanno qualità.”
Il discorso si amplia fino alla Nazionale:
“Abbiamo pochi italiani che giocano nelle squadre di vertice. E questo va a riflettersi anche sulla qualità dei giocatori della Nazionale.”
Una riflessione che va oltre la singola giornata e tocca il futuro del movimento.
Modelli virtuosi: Como e Atalanta
Chiusura dedicata alle realtà emergenti e ai progetti solidi. Sul Como:
“A me il Como piace tantissimo, è una squadra che ha tantissima qualità, è ben gestita da un allenatore giovane che ha idee chiare.”
E sull’Atalanta:
“È una realtà vera.”
Due esempi di progettualità, identità tecnica e visione societaria, elementi che secondo Di Biase rappresentano la base per crescere nel calcio moderno.

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