Febbraio 10, 2026

Sport e inclusione: al Niguarda il 4° Memorial Maradona diventa simbolo di solidarietà

Al Niguarda una serata di sport e solidarietà: il 4° Memorial Maradona contro bullismo e razzismo

Nell’Aula Magna del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano si è svolto un convegno dal forte valore sociale, dedicato a bullismo e razzismo tra i giovani. L’incontro ha rappresentato il cuore pulsante del 4° Memorial Diego Armando Maradona, evento ideato dal club Milano Azzurra, che ancora una volta ha saputo coniugare sport, beneficenza e impegno civile.

Il Memorial conferma il ruolo del club non solo come realtà sportiva, ma anche come autentico punto di riferimento umano e solidale in Lombardia. Ne sono testimonianza l’impegno di Nicola Della Valle, vicepresidente, e la guida del presidente Magno Caramico insieme a Lino Cascelli, storico esponente del sodalizio.

Lo sport come strumento di crescita

Il convegno si è aperto con i saluti del Dott. Alberto Russo, Direttore Amministrativo del Niguarda, che ha ribadito l’importanza dello sport come veicolo educativo:

“Lo sport unisce, non divide, e deve essere un collante capace di superare ogni differenza. In campo si gioca per imparare, per insegnare e per crescere insieme. Questa è la vera forza dello sport.”

Un messaggio che ha riportato l’attenzione sul calcio come occasione di socializzazione e crescita, ben oltre il risultato finale.

    

L’approfondimento sul safeguarding

La Presidente del CR Lombardia, Valentina Battistini, ha focalizzato il suo intervento sul tema del safeguarding, sottolineando la necessità di prevenire abusi, violenze e discriminazioni, soprattutto a tutela di minori e soggetti fragili. Battistini ha insistito sull’importanza di politiche di protezione, formazione del personale e monitoraggio dei codici di condotta, per garantire ambienti sportivi sempre più sicuri e inclusivi.

L’esempio e la responsabilità degli adulti

La riflessione si è arricchita con esempi concreti, come quello di una partita Under 14 in cui un giovane arbitro è stato bersagliato dagli insulti dei genitori per un errore. Un episodio che dimostra come il cattivo esempio parta spesso dagli spalti e come sia fondamentale educare al rispetto non solo i ragazzi, ma anche gli adulti.

Beneficenza e memoria: il dono di “Angiolino”

L’Associazione Amici del Centro Vittorio di Capua. svolge un ruolo prezioso non solo nei percorsi clinici e riabilitativi, ma anche nell’attività scientifica e nella formazione del personale, occupandosi inoltre dell’addestramento e della gestione dei cavalli utilizzati nella riabilitazione equestre. Grazie alla somma raccolta, 6500,euro, è stato possibile acquistare un nuovo cavallo, battezzato “Angiolino” in ricordo di Angelo Biondo, figura indimenticata e molto amata dalla comunità, con un rimando affettuoso anche a Lino Cascelli, storico pilastro del club.

Bullismo e cyberbullismo al centro del dibattito

Ampio spazio è stato dato anche ai temi del bullismo e del cyberbullismo. È stata chiarita la differenza tra uno scherzo e un atto vessatorio: il bullismo si distingue per intenzionalità, continuità e sproporzione di forze. Ancora più subdolo il cyberbullismo, che grazie alla rete amplifica le offese e le rende permanenti.

Su questi temi sono intervenuti la psicologa Marianna Cordone (SGS) e il dott. Vincenzo Fuoco (FIGC LND), che hanno fornito strumenti concreti per riconoscere e contrastare queste dinamiche.

La serata si è chiusa con l’intervento della Dottoressa Federica Picchi, Sottosegretario della Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, che ha salutato con commozione i presenti ribadendo il valore dell’iniziativa.

Il convegno si è concluso con un momento di condivisione attorno alle proposte culinarie di O’ Trac – Osteria Partenopea, a suggello di una serata in cui sport, solidarietà e riflessione si sono intrecciati.