Dicembre 7, 2025

Luca Marrelli sul divieto ai tifosi campani: “Serve equilibrio, non repressione”

Il divieto di trasferta imposto ai tifosi del Napoli residenti in Campania in vista della sfida con il Milan ha sollevato un acceso dibattito.

Durante una diretta di CasaNapoli.net, l’Onorevole Luca Marrelli ha offerto una riflessione che intreccia ordine pubblico, sport e diritti dei cittadini, evidenziando la necessità di un approccio più equilibrato.

Sicurezza e libertà: un equilibrio da trovare

Marrelli ha spiegato che le autorità hanno la facoltà di imporre restrizioni per prevenire episodi di violenza, ma ha chiarito come non si possa ridurre tutto a un semplice divieto.

“Le autorità possono adottare delle restrizioni preventive per evitare scontri, incidenti, tensioni. Ma il tema deve essere una mediazione: occorre bilanciare l’ordine pubblico con il diritto al tifo sano, lontano dalla delinquenza e dall’estremismo.”

Secondo il parlamentare, l’obiettivo non può essere la repressione indiscriminata, ma la tutela di migliaia di tifosi che vivono il calcio con passione e nel rispetto delle regole.

La tessera del tifoso: un fallimento annunciato

Un passaggio cruciale del suo intervento ha riguardato la tessera del tifoso, strumento che avrebbe dovuto filtrare i violenti ma che, di fatto, non ha raggiunto gli obiettivi prefissati.

“La tessera del tifoso non ha portato i risultati sperati. Ogni settimana continuano a verificarsi episodi spiacevoli, e così a rimetterci sono anche i tifosi regolari, trattati alla stregua dei facinorosi.”

I sacrifici dei tifosi e la delusione per il divieto

Marrelli ha ricordato il peso di questo provvedimento per i tanti sostenitori che avevano già organizzato la trasferta, sostenendo costi e impegni familiari.

“Pensiamo ai tifosi che hanno comprato i biglietti, preso giorni di ferie, programmato il viaggio. Ora, a causa di una decisione calata dall’alto, non potranno sostenere la loro squadra.”

Per il deputato, il calcio vive anche di questi sacrifici e della partecipazione popolare, che non può essere ridotta a un problema di ordine pubblico.

Napoli come esperienza di vita

Nel suo discorso, Marrelli ha espresso anche un legame personale con Napoli, città dove ha vissuto anni importanti della sua formazione universitaria:

“Napoli è stata una palestra di vita. Ho studiato giurisprudenza lì e ho vissuto cinque anni indimenticabili, conoscendo persone straordinarie.”

Pur essendo tifoso della Juventus, ha manifestato solidarietà ai tifosi azzurri, sottolineando di comprendere la loro amarezza.

Un appello alla responsabilità

L’intervento si è concluso con un invito a distinguere nettamente tra passione e violenza:

“Il calcio è gioia, è partecipazione. Vanno bene i cori e la passione, ma la violenza no. Stiamo vivendo tempi difficili, anche a livello internazionale, e non possiamo permettere che lo sport diventi terreno di scontro. Non ne vale la pena.”

Il messaggio di Marrelli è chiaro: le istituzioni devono garantire la sicurezza, ma senza negare il diritto al tifo. Penalizzare migliaia di persone per colpa di pochi è una scorciatoia che rischia di compromettere la credibilità dello sport e di allontanare i veri appassionati dagli stadi.