Dicembre 7, 2025

Antonio Di Gennaro a Casa Serie A: “Conte sta perdendo la squadra, serve chiarezza”

Nel corso dell’ultima puntata di Casa Serie A, in onda su OneTV e condotta da Max Viggiani, è intervenuto Antonio Di Gennaro, ex centrocampista della Nazionale e oggi apprezzato opinionista, per analizzare il momento complesso vissuto dal Napoli e le dichiarazioni molto forti rilasciate da Antonio Conte nel post partita contro il Bologna.

“Quando un allenatore come Conte dice ‘non voglio accompagnare un morto’ o ‘non posso fare il trapianto del cuore ai ragazzi’, vuol dire che sente la squadra sfuggirgli di mano” – ha affermato Di Gennaro – “Cinque sconfitte in tre mesi tra Serie A e Champions League non sono da lui”.

Un Napoli spento: senza idee, senza grinta

Secondo Di Gennaro, la crisi del Napoli è prima di tutto mentale: “Da quando De Bruyne si è infortunato, la squadra non riesce più a creare. L’ultimo mese è stato desolante sotto il profilo del gioco e dell’intensità. Conte ha mandato un segnale chiaro, ma ora serve un confronto diretto tra lui, la società e i calciatori”.

“Se l’allenatore dice che non riesce a entrare nel cuore dei giocatori, vuol dire che il legame si è indebolito. E per uno come Conte, che basa tutto sulla motivazione e sull’adesione totale al suo progetto, è un segnale molto preoccupante”.

Lucca e il nodo dell’attacco

Di Gennaro ha poi espresso dubbi sull’acquisto di Lorenzo Lucca, l’attaccante arrivato a Napoli per circa 37 milioni: “Un investimento importante per un calciatore che, a 25 anni, non ha ancora dimostrato di poter reggere il peso dell’attacco di una squadra di vertice. Non è più un giovane da far crescere: se già si parla di un prestito, significa che è stato un investimento sbagliato”.

“Lucca non è Lukaku, che Conte avrebbe voluto. È un giocatore completamente diverso, e non offre le stesse garanzie né in termini di fisicità né di gioco spalle alla porta”.

Il calo di McTominay e i dubbi sulla preparazione

Un altro nome sotto osservazione è Scott McTominay, protagonista lo scorso anno ma oggi apparso in netto calo: “L’anno scorso saltava l’uomo, arrivava sempre per primo sul pallone. Quest’anno sembra rallentato. Qualcosa è cambiato, anche nella gestione atletica”.

A questo proposito, Di Gennaro ha voluto sottolineare un aspetto importante, riportando un episodio significativo legato a Giorgio Chiellini:

“Chiellini mi raccontò che prima della famosa partita vinta 2-1 contro la Spagna con la Nazionale, Conte fece due doppi allenamenti nei due giorni precedenti al match. Due doppi allenamenti. Eppure la squadra corse e dominò. Questo per dire che i metodi di Conte non sono cambiati: lui è sempre stato così. Se ora si mettono in discussione i carichi, è perché manca qualcosa nello spogliatoio, non nella preparazione”.

“Conte voleva davvero restare?”

Sul finale, Di Gennaro ha sollevato un interrogativo che molti in questi giorni si stanno ponendo: “Ma Conte voleva davvero restare dopo lo Scudetto?”

“A me non sembra. Probabilmente aveva deciso di lasciare da vincente, poi è stato convinto a restare, forse dalla società o da figure vicine come Lele Oriali. Ma se un allenatore resta senza convinzione piena, questo alla lunga si riflette sulla squadra”.